
In questa sezione possono essere visionate partiture e testi delle più note canzoni natalizie e ninne nanne siciliane
ARTICOLI MONOTEMATICI
- LE FONTI DEL CANTO POPOLARE
- IL CANTO SICILIANO E LA STRUTTURA POETICA
- LA STRUTTURA MUSICALE DELLA CANZONE POPOLARE
- GLI STRUMENTI MUSICALI E LA DANZA
ELENCO CANZONI
- A LA NOTTI DI NATALI
- ACQUA NIVI E VENTU FORTI
- BAMMINEDDU PICCILIDDU
- CHE DUCI STU FIGGHIU
- CUGGHIEMU ROSI E PAMPINI
- CU STU FRIDDU
- DIU VI MANNA L’AMBASCIATA
- DORMI GESUZZU
- FILASTROCCA A LU BAMMINU
- LA CIARAMEDDA
- LA SACRA SANTA NOTTI DI NATALI
- LLORIA LLORIA A DIU (GLORIA GLORIA A DIO)
- LU BANNU DI CESARI
- NASCIU NAUTRU SULI
- NNI LA NOTTI TRIUNFANTI
- NINU NINU LU PICURARU
- NINNA OH NINNA OH
- ORA VENI LU PICURARU
- PALUMNMEDDA IANCA IANCA
- QUANNU DIU S’AVIA A ‘NCARNARI
- SUTTA ‘NPEDI
- LE NINNE NANNE SICILIANE
- A SIMINZINA
- AVO’
- CU TI L’HA FATTU STU SCIALLINU OHINE’
- FIGGHIU BEDDU
- LA NACA DI GESU’ BAMMINU
- NANNA NINNA
- NINNA NANNA (La Perna)
- SANT’ANTUNINU CALATI CALATI
- TERRA CA NUN SENTI
Migliaia sono le canzoni natalizie e le ninne nanna siciliane e ci vuole un duro lavoro di raccolta e compilazione musicale per pubblicare le più belle. Lo scopo è quello di far conoscere le canzoni natalizie e le ninne nanne siciliane ad un vasto pubblico, di permettere a musicisti, gruppi folkloristici e musicofili di poter suonare e cantare.
In questa pagina trovate i titoli e i link per raggiungere le pagine. Spero che questo lavoro possa essere utile a tanti considerato che nel web non c’è un libro o un lavoro che oltre ai testi inserisca la melodia, gli accordi, le partiture per pianoforte, fisarmonica, basso e gli accordi per la chitarra.
Buona lettura
Nicolò La Perna. Il libro in pdf si può ordinare a Nicolò La Perna cell. 3393269071 email niclap@alice.it
La Sicilia è stata da sempre terra di profonda fede religiosa ed un momento chiave della
tradizione religiosa è quello del Natale. In Sicilia, l’usanza di celebrare la novena natalizia (a
nuvena) ancora oggi, sopravvive in molti paesi dell’Isola.
Ancora oggi per le strade di molti paesi siciliani si possono incontrare gruppetti di musicisti,
a volte con trombe, clarinetti, cerchietto (circhettu) che cantano canzoni natalizie ed
inondano di allegria bambini e adulti che aspettano la nascita di Gesù Bambino
Col termine nuvena s’intende anche un canto natalizio che, anticamente, durante i nove
giorni precedenti la vigilia di Natale, era eseguito, davanti al presepio o alle fiuireddi
(nicchie nei muri con figure religiose addobbate di rami di pini e illuminate) dai ninariddari,
dai ciaramiddari o da suonatori di strumento a fiato.
I ninariddari andavano in giro per le case e sostavano anche davanti alle botteghe di vino
(putie), accompagnando con la musica le cosiddette ninnareddi, cantate natalizie che, fino al
1867, erano eseguite di notte.
Alla fine della Novena era tradizione che il capofamiglia o u putiàru regalassero al
ninariddaru un tipico dolce natalizio ripieno di frutta e fichi secchi: u cucciddatu
A Nuvena era caratterizzata dalla scattiata dâ ciaramedda davanti ad un altarino (figuredda)
rappresentante un piccolo presepe, sul quale era posta un'icona raffigurante la Natività.
A figuredda era addobbata con rami d’alloro, agrumi e fiori ed illuminata, al pari della Cona
con nove candele o nove lumini.
La novena dê ciaramiddara era suddivisa in quattro tempi (i cosiddetti caddozzi) ciascuno
della durata di circa dieci minuti. Nel primo tempo, veniva suonata una melodia popolare
dedicata a Sant’Antuninu, nel secondo, una in onore di San Giuseppi; il terzo tempo
consisteva, perlopiù, in una serie d’invocazioni alla Madonna e ai Santi (a litanìa). L’ultimo
caddozzu, infine, era eseguito a-ppiàciri, ossia a scelta dû ciaramiddaru o dû patruni di casa.
Quando si pensa al Natale in Sicilia è difficile pensare a scenari innevati, immaginandosi
davanti un camino ardente, avvolti dal tepore di un caldo maglione. Eppure qui c’è anche
questo, questo e molto di più. Si ha la possibilità di scegliere se trascorrere le festività
natalizie in un’ambientazione classica sulle vette innevate dell’Etna, oppure optare per
l’affascinante mare invernale e la rilassante quiete di una spiaggia che si riposa dal torrido
sole estivo: un’ambientazione estremamente suggestiva. Non solo panorami meravigliosi e
variegati quindi, il Natale in Sicilia è ricco di tradizioni, di eventi religiosi e sagre e
degustazioni di piatti tipici.
Ogni piccolo paese, così come ogni grande città, si veste di luci e addobbi e si adopera per
mettere in scena la nascita di Cristo. L’arte della tradizione del Presepe è molto sentita
nell’isola, ciò si percepisce dalle molteplici varianti che è possibile incontrare su tutto il
territorio: il presepe vivente è sicuramente quello più fiabesco, e merita una visita quello
organizzato a Forza D’agro tra le vie del borgo medievale, ma anche il presepe di Caltagirone
o il presepe vivente a Palazzolo Acreide, Custonaci, Cava d’Ispica, Agira, Licodia Eubea.
Quel che aggiunge un particolare fascino ai presepi viventi in Sicilia è il particolare contesto
in cui vengono allestiti: cave, grotte o rovine di antichi edifici si prestano come scenario
d'eccezione e di grande fascino per queste rappresentazioni. In molti casi oltre alla
rappresentazione della sacra famiglia è da ammirare anche il contorno di figuranti. Si tratta
infatti dei mestieri del tempo che fu, molto spesso interpretati dagli stessi anziani che
rimangono tra gli ultimi a svolgere quel determinato mestiere.
Ecco allora che la visita al presepe in Sicilia, oltre ad immergerci nell'atmosfera del Natale, ci
fa percorrere anche la tradizione dei mestieri dell'isola: tanti nomi dialettali, per professioni
che oggi sconosciamo e che magari neanche avremmo immaginato che fossero mai esistite.
Anche il presepe tradizionale è piuttosto pittoresco, soprattutto se all’improvviso le statue
prendono magicamente vita tra lo scorrere dei ruscelli, grazie a dispositivi meccanici
appositamente ingegnati. Il 13 dicembre, se vi trovate in Sicilia, partecipate alle celebrazioni
per la festa di Santa Lucia, particolarmente sentita dagli isolani (è la patrona della città di
Siracusa), anche da un punto di vista culinario: per tutto il periodo di dicembre, infatti, nelle
pasticcerie è possibile gustare un tipico alimento, la Cuccìa, grano cucinato o come dolce
disponibile nella variante al cioccolato o alla ricotta. I tempi diventano maturi e i Mercatini
di Natale occupano molte vie di città e paesi: la merce esposta è varia, da gingilli simbolo
della festività a libri, passando per accessori d’arredo, giocattoli e vestiti. Sicuramente è una
bella ed economica soluzione per chi è alla ricerca dei regali.
Ma la figura centrale di questo importante evento è proprio la famiglia, naturalmente riunita
come di consueto per i festeggiamenti: guai per chi manca all’appello. Sulle tavole ben
apparecchiate per l’occasione, tra le tante leccornie troviamo di certo il Panettone, dolce
nazionale, ma anche il tradizionale dolce natalizio siciliano: sua maestà il Buccellato, nelle
più varie forme, accompagnato dal Torrone, dai tanti gusti e colori. Per celebrare la novena
di Natale, nelle case siciliane, si parava a Cona, un’icona raffigurante la Sacra Famiglia.
Col termine Cona (icona) si indica, sia un’effigie con un’immagine sacra, sia la nicchia (a
nnicca o fiuredda) o gli altarini (atareddi) con immagini del Cristo o di Madonne e Santi,
ricavati all’interno delle edicole votive (nuvene) o nelle facciate delle abitazioni a piano terra.
In segno d’offerta, sutt’â Cona, i devoti più abbienti mettevano cufina chini d’arànci,
mannarini, cutugna, ficurìnia, nèspuli di nvernu, ranàti, cosa duci fatti ‘n casa e-ccicculatti.
Di fronte a tanta-gghiuttonerìa, i ragazzini più “intraprendenti” (i carusiddi-cchiù vìvuli),
non resistendo alla tentazione, “spilluzzicavano” continuamente (piluccavunu 'n
sichitanza)…., così, sovente, anche a Cona più riccamente addobbata rimaneva ornata solo di
biancospino, asparago e bambagia.
Da ciò, il detto: «Manciàrisi na Cona» che significa “mangiare a crepapelle”.
Una particolare sezione della musica siciliana è dedicata alle canzoni religiose e tra queste a
quelle di Natale. I grandi ricercatori di poesie e canzoni siciliane
quali il Favara,
Il Vigo, Il Pitrè, il Salamone Marino hanno dedicato interi capitoli delle loro ricerche alle
canzoni religiose e a quelle di Natale.
Merita un ricordo l’eccezionale interpretazione delle canzoni natalizie di Rosa Balistreri che
sia da solo che accompagnata dal gruppo i Dioscuri ha dedicato più di un disco alle canzoni
natalizie tratte dalla tradizione orale e dalla ricerca nei libri di poesie e canzoni siciliane. In
questo libretto tutte le canzoni natalizie cantate da Rosa Balistreri primeggiano insieme a
molte altre cantate da altri artisti famosi.
Gli accordi in genere sono semplici e formati dalla tonica, dalla sottodominante e dalla
dominante spesso in settima ( nella scala di Do Maggiore la tonica è il Do e l’accordo di Do
Maggiore è formato dalle note Do –Mi-Sol , la sottodominante il Fa Maggiore con le note Fa-La-Do,
mentre l’accordo di dominante è il Sol che nella sua forma settima è formato dalle note sol-si-.re-fa).
N.B alcune parti di questa introduzione sono prelevati da siti internet.